News / attualità

20 Settembre, 2018

Nel corso della conferenza stampa “Anticipare la diagnosi di Alzheimer: una sfida di Airalzh”, l’Associazione, insieme ai vertici di Coop, ha presentato nella prestigiosa sede dell’Università Statale di Milano i risultati ottenuti dai suoi ricercatori.

In occasione della XXV Giornata Mondiale dell’Alzheimer, Airalzh Onlus ha presentato presso l’Università Statale di Milano i primi risultati dei 25 progetti triennali di ricerca della rete di giovani ricercatori, sostenuti in partnership con Coop.

Decisivo per la buona riuscita dell’evento, che si è tenuto nella giornata di martedì 18 settembre, il supporto dell’agenzia di comunicazione sammarinese Expansion Group e di Studio Nazari Milano, che ha gestito tutte le attività di P.R. e Ufficio Stampa.

Nel corso della conferenza stampa, che ha visto un eccellente afflusso di giornalisti e addetti ai lavori, Airalzh ha divulgato i dati ottenuti dai suoi ricercatori nei primi due anni di lavoro. Risultati incoraggianti sono arrivati dai 25 progetti attivi: in particolare, il Dott. Giulio Fumagalli e la Dott.ssa Valentina Cantoni sono intervenuti su due temi cruciali come le nuove interpretazioni degli strumenti diagnostici e lo studio dei biomarcatori per una diagnosi precoce. La Dott.ssa Maura Latini, Direttore Generale di Coop Italia, ha posto l’accento sul successo dell’iniziativa “Non ti scordar di te”, grazie alla quale Coop vuole contribuire attivamente all’attività di Airalzh per fronteggiare una malattia che oggi in Italia colpisce 1.400.000 persone.

“Nel complesso, nonostante due anni siano un termine temporale decisamente minimo per la ricerca scientifica, - afferma il Professor Sandro Sorbi, Presidente Airalzh, Ordinario di Neurologia dell’Università di Firenze e Direttore della clinica neurologica dell’AOU Careggi – “sui vari argomenti oggetto di studio da parte della Rete Nazionale dei Giovani Ricercatori Airalzh sono già stati pubblicati 27 lavori scientifici su riviste internazionali.”

“Alla conclusione di questi progetti – conclude Sorbi - speriamo di poter individuare i malati di Alzheimer e di altre forme di demenza in maniera più precisa e soprattutto precocemente.”

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