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Un risultato inatteso, maturato in meno di tre mesi grazie a una campagna costruita su posizionamento chiaro, rispetto dei contenuti e partecipazione diffusa.
Proforma ha curato la strategia e la comunicazione del Comitato nazionale “Giusto dire NO” per il referendum sulla riforma della giustizia, contribuendo a ribaltare uno scenario inizialmente segnato.
A gennaio i sondaggi davano il SÌ avanti di oltre venti punti. Poche settimane dopo: affluenza al 60% e vittoria del NO con quasi il 54%.
Il lavoro, sviluppato con Spin, è partito dalle basi identitarie del Comitato – naming, logo, brand e social identity – per costruire una strategia completa, definendo posizionamento, tono di voce e gestione editoriale.
Fin dall’inizio è stata scelta una linea netta: evitare allarmismi e attacchi frontali, privilegiando contenuti e valori istituzionali, in coerenza con il profilo del Comitato promosso dall’Associazione Nazionale Magistrati.
“La sfida era parlare anche e soprattutto a un pubblico di delusi dalla politica, ma senza semplificare, mantenendo credibilità e rigore,” spiega Dino Amenduni, socio e strategist Proforma. “Abbiamo evitato la lotta nel fango, costruendo un racconto autonomo, capace di restituire la complessità senza perdere efficacia.”
Accanto alla strategia, Proforma ha affiancato quotidianamente lo staff e i volti del Comitato, poco avvezzi al mondo della comunicazione, traducendo le loro competenze giuridiche in messaggi accessibili.
“La parte più intensa è stata proprio questo lavoro continuo,” aggiunge Andrea Camorrino, socio e account director di Proforma. “Abbiamo costruito giorno dopo giorno un linguaggio comune, mantenendo autorevolezza e chiarezza.”
La campagna, pianificata da Waymedia su Grandi Stazioni, bus, radio e web, è stata accusata di “turbare l’ordine pubblico”, ma in fondo si limitava a tradurre in forma sintetica posizioni già presenti nel dibattito.
A completare il progetto, lo spot diretto da Gianni De Blasi per Fanfara, con Marina Parrulli conduttrice di un TG immaginario, e un contenuto unofficial, “Mastro Nordio”, un remake di uno spot di un detersivo anni ’80.
“Abbiamo scelto una campagna centrata sul merito delle questioni, senza urlare,” commenta il prof. Enrico Grosso, avvocato, costituzionalista, presidente onorario del Comitato. “Il risultato dimostra che in Italia si può ancora comunicare, coinvolgere e convincere, con serietà e misura.”
Determinante anche la mobilitazione spontanea: oltre 3.500 iniziative tra banchetti ed eventi e migliaia di contenuti online, spesso non coordinati ma decisivi.
La campagna ha funzionato proprio perché ha intercettato un sentire già presente nel Paese. Senza questa partecipazione diffusa non sarebbe bastata.
Con essa, è diventata qualcosa di più di un’operazione di comunicazione: un’esperienza collettiva.
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