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Il concept ideato da PubliOne ha trasformato la sponsorizzazione della Corsa Rosa in un racconto dedicato al rito italiano del dopopasto e della convivialità
Terminata l’edizione 2026 del Giro d'Italia si è chiusa anche la campagna di comunicazione televisiva, stampa e digital che ha visto Vecchio Amaro del Capo protagonista accanto alla Corsa Rosa. Ideata e realizzata da PubliOne (Associata UNA) partner creativo e strategico di Gruppo Caffo 1915 da oltre quindici anni, l'iniziativa ha trasformato la sponsorizzazione dell'evento in una piattaforma narrativa capace di unire la passione per il ciclismo al valore della convivialità italiana.
Il progetto nasce in occasione della sponsorizzazione del Giro d’Italia e trasforma uno degli eventi sportivi più amati dal pubblico italiano in un racconto di marca coerente con il posizionamento del prodotto: simbolo del momento conviviale e del dopopasto. È così che la campagna si è inserirta come ulteriore tassello del percorso di consolidamento dell’identità di Vecchio Amaro del Capo, oggi leader di categoria.
Un’idea creativa che unisce due mondi italiani
Alla base del progetto c’è un’intuizione strategica precisa: creare un ponte narrativo tra il Giro d’Italia e la tavola italiana, due universi profondamente radicati nell’immaginario collettivo del Paese. Da una parte la corsa rosa, simbolo di energia, passione e partecipazione popolare; dall’altra il rito della convivialità, luogo privilegiato di incontro, relazione e condivisione. È proprio da questa fusione che nasce il concept creativo “TAVOLATA”, ideato da Paolo Ferrigno, direttore creativo della campagna. Un claim che fonde “tavola” e “volata”, evocando contemporaneamente il momento conviviale del dopopasto e il linguaggio iconico del ciclismo.
Lo spot: l’energia invisibile del passaggio
La regia di Marco Russo, art director di PubliOne, traduce il concept in una narrazione visiva essenziale e di forte impatto. Nello spot i ciclisti non compaiono mai direttamente in scena, ciò che il pubblico vede è l’effetto del loro passaggio, una scarica di energia che attraversa la tavola e coinvolge tutto ciò che la circonda. I capelli si muovono, la tovaglia si solleva, i bicchieri vibrano. In quel preciso istante avviene anche lo stappo della bottiglia di Vecchio Amaro del Capo, un parallelismo visivo che associa l’energia della corsa a quella del prodotto, trasformando il gesto del dopopasto in un momento dinamico, contemporaneo e coinvolgente.
La campagna si inserisce in un percorso di comunicazione più ampio che continuerà nei prossimi mesi attraverso nuovi soggetti istituzionali dedicati alla valorizzazione della convivialità italiana.
Nuccio Caffo, Amministratore Delegato Gruppo Caffo 1915:
“In un momento delicato per il calo generale dei consumi, torniamo ad investire sull’immagine fresca e conviviale del nostro prodotto di punta, ormai consolidato nelle abitudini degli italiani. Rinnoviamo nuovamente la nostra partnership con PubliOne, che ha superato i 15 anni, durante i quali abbiamo creato insieme innumerevoli spot di successo che hanno contribuito alla notorietà del nostro amaro. Se qualcuno mi chiede quale sia stato il nostro spot migliore, rispondo sempre: il prossimo. Perché insieme a PubliOne non ci accontentiamo dei risultati ottenuti, ma lavoriamo continuamente per migliorarci, guardando al futuro e ai nuovi consumatori. Una formula che, oltre al successo del nostro prodotto, ha contribuito a rilanciare un’intera categoria, ancora oggi trainata da Vecchio Amaro del Capo, l’amaro più amato dagli italiani e non solo”.
Loris Zanelli, Amministratore Delegato PubliOne:
“Con questa campagna abbiamo voluto costruire un linguaggio capace di tenere insieme due elementi profondamente italiani: la passione sportiva e il valore della convivialità.
L’idea di TAVOLATA nasce proprio dalla volontà di trasformare una sponsorizzazione in una piattaforma narrativa coerente con il percorso di marca di Vecchio Amaro del Capo.
Quando una marca riesce ad entrare nei rituali quotidiani delle persone, smette di essere soltanto un prodotto e diventa parte di un immaginario collettivo. È questa la direzione che, insieme al Gruppo Caffo 1915, perseguiamo da anni con continuità e visione strategica”.
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